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CHRIS HORSES

  • Immagine del redattore: Francesca
    Francesca
  • 28 giu
  • Tempo di lettura: 9 min

Ed eccoci cari amici lettori, dopo una lunga assenza torno a scrivere di musica! Si, proprio quella musica che spesso cerchiamo ovunque fino ad arrivare a scavare in fondo al cuore ma poi la troviamo più vicino di quanto si possa pensare e della fotografia che, senza le emozioni, quelle emozioni che scaturiscono dalla musica ad ogni concerto live, quella musica che ci fa da colonna sonora in ogni momento beh… senza di esse cosa resterebbe? Bene, ecco che oggi vi presento un artista che ci regala tantissime e grandi emozioni con la sua arte musicale… Chris Horses!

Per chi non lo conoscesse vi invito ad ascoltarlo subito e soprattutto andarlo a vedere live perché ovviamente non si può spiegare a parole tutto ciò che la sua musica racchiude e racconta. Questo che sto per raccontarvi è il suo personalissimo viaggio attraverso il suo modo di sentire, creare musica e di come capì che questa sarebbe stata la sua strada, modellandola nel tempo fino a creare questa sua identità unica perché come lui stesso ci racconta…

“Mi sono avvicinato al mondo della musica all'età di 8 anni, nel modo più "semplice" possibile. I miei genitori mi hanno proposto una lezione di prova con il pianoforte e dal primo momento in cui ho premuto un tasto, sentendo poi il suono propagarsi nella stanza, qualcosa in me si è acceso. Da lì ho iniziato ad affrontare un lungo percorso musicale (pianoforte classico e "Metodo Funzionale Della Voce") che mi ha portato a costruire delle solide basi per ciò che sarebbe venuto più tardi, soprattutto grazie alla guida del mio primo adorato Maestro Angelo Barzan cui gli devo tantissimo. Solo anni dopo mi sono perdutamente innamorato della chitarra: più o meno tra il 2006 e il 2007 ho ascoltato per la prima volta "Free Bird" dei Lynyrd Skynyrd e "Blue Sky" della Allman Brothers Band. Credo sia stato proprio quel momento a dare il via al mio percorso "ufficiale". Grazie poi al mio maestro di chitarra Alessio "Ezzy" Ervas (con cui collaboro tutt'ora, essendo lui un asso della pedal steel guitar) ho iniziato ad affinare i miei gusti, che hanno trovato la cosiddetta "comfort zone" nella grande American Music (Neil Young, Creedence, Tom Petty e compagnia bella)."

Ovviamente sappiamo tutti che il mondo della musica è molto ampio e vasto, generi e sottogeneri e proprio come il grandissimo bagaglio dei suoi ascolti personali che come potete notare non ha certo fatto nomi a caso anzi, ha citato tra i massimi della storia della musica! Un bagaglio personale che spazia tantissimo arrivando persino al metal e no, non si poteva non parlare delle varie contaminazioni musicali che lo seguono sia come grande appassionato sia, come musicista e soprattutto il modo in cui riesce a far convivere tutti questi pezzi di anime musicali che albergano in lui, inoltre ci racconta che ha imparato nel tempo a selezionare attentamente i propri ascolti e soprattutto non ama distinguerli in base al “genere musicale” (termine che non sopporta e sinceramente nemmeno io ma che purtroppo ci si finisce sempre per dirlo…) ma che funziona in relazione all’effetto che hanno su di lui ovvero: se una canzone lo emoziona se la tiene ben stretta ma se un brano non gli lascia nessun segno o emozione allora la lascia svanire semplicemente.

“La Musica è infinita ed è un piacere per me lasciarmi influenzare da ciò che ascolto e che mi accompagna”.

E dopo questa meravigliosa sua affermazione, non posso non parlarvi del suo bellissimo album intitolato “Dead End & A Little Light” e la meravigliosa “Perpetual Movement” che deve essere assolutamente tra i vostri ascolti! Vi assicuro che in ogni canzone sentirete bellissime e varie contaminazioni musicali dove ogni nota sembra prendere forma, suoni incredibili che lasciano all’ascoltatore un impatto pazzesco ma al tempo stesso un tocco al cuore delicato, quasi come una piuma… ma cosa lo ispira maggiormente quando scrive le sue canzoni e questa magia sonora come nasce?

“Non ho un metodo quando scrivo e, sinceramente, non credo ce ne sia uno. Semplicemente quando il momento arriva, so che devo essere pronto a viverlo. Personalmente non sono un gran chiacchierone, anzi, tendo molto spesso a stare sulle mie, a meno che non trovi una persona con cui affrontare argomenti che non siano "small talks". La musica qui mi ha sempre aiutato ed è per questo che spesso scrivo raccontandomi, nel bene e nel male, sempre a cuore aperto. Ci pensano le canzoni a parlare per me”.


Dopo questa potentissima affermazione bisogna anche ricordare che è un vulcano di progetti ed idee in quanto, non da meno lo è uno dei suoi progetti interamente dedicato alla Allman Brothers Band ovvero i Brothers of the Peach. Band cui non sono rari tour europei e non potevo non chiedergli di raccontarci di questo magnifico progetto che tratta uno dei periodi più spettacolari della storia della musica (e che personalmente adoro)... il Southern rock!


“Creare un progetto come i Brothers Of The Peach è sempre stato un sogno nel cassetto. Durante il COVID la Chris Horses Band si è fermata (siamo tornati, eh!) e mi sono trovato a partire nuovamente da zero. Un giorno, mi pare nel 2022, mi scrive Federico Patarnello (batterista, che poi entrerà a far parte anche di Chris Horses & The Slow Smoke) complimentandosi per il mio percorso artistico e proponendomi un progetto. Ci troviamo quindi a discuterne davanti a un paio di birre e, prima ancora che finisse la domanda "Vorresti far parte di un omaggio alla Allman Brothers Band?", avevo già risposto affermativamente con tutto l'entusiasmo possibile!Trovare i musicisti restanti è stato piuttosto facile (avevo già tutto in mente da tempo) e nel giro di qualche mese abbiamo messo su il repertorio che ad oggi, non senza fatica, stiamo portando in giro per l'Europa. La soddisfazione di portare la musica con cui sono cresciuto e che mi ha fatto letteralmente innamorare della chitarra elettrica è davvero grande e credo che si veda dall'entusiasmo che tutti noi abbiamo quando saliamo sul palco”.


Che dire… presto avremo l’onore di vederlo live (dalle nostre parti, nelle terre de “la bassa reggiana”) in quel di Boretto il 1 Agosto per la precisione al Lido Po lungo il grande fiume in questa occasione unica! Ma non è tutto perché Chris non si ferma mai, ed è sempre aperto anche a varie collaborazioni internazionali con tanti artisti e musicisti tra cui troviamo l’Irlandese Mark Geary cui ho avuto il piacere di vederli condividere il palco assieme lo scorso anno in quel di Chioggia (Sottomarina) a fine Luglio, nientemeno in un locale a loro caro: il Point Break direttamente sulla spiaggia per una serata all’insegna dell’amicizia legata dalla musica e con innumerevoli ospiti. Da questo grande live variegato troverete in fondo alcuni scatti della serata ma chiediamolo direttamente a lui cosa pensa di questo grande scambio - non solo culturale – ma anche dell’arricchimento musicale che si crea tra artisti:

“Quella è stata proprio una gran bella serata! Con Mark poi ci conosciamo da circa 10 anni ed è sempre un piacere suonare con lui. Personalmente adoro le collaborazioni: suonare assieme ad altri musicisti, specialmente da altre parti del mondo, è uno stimolo continuo, in questo modo si tiene alimentato il fuoco che da vita alla passione.  Sul palco non ci sono filtri, si suona e si vive tutti assieme nel "qui ed ora", lasciando da parte tutto il resto. Trovo molto difficile spiegare a chi non conosce questo ambiente cosa si prova a livello umano”.


Come potete vedere la musica scorre nelle sue vene come il magnifico sound dei nuovi brani freschi di pubblicazione, dei singoli che ti entrano subito e difficilmente smetterete di ascoltarli! Un viaggio immerso nel Southern Rock con un magico particolare pizzico di country rock in modo che rende unica ogni canzone tra cui, troviamo un suo viaggio personale e della solitudine di quel periodo nefasto durante il Covid che ha fermato l’arte ma cui ha anche permesso sotto qualche forma che ne fosse creata di nuova ed ecco cosa ne è uscito dalla sua passione:

“Preferisco aprirmi attraverso le canzoni piuttosto che con le parole.

Rocks On The Street è il secondo singolo del nuovo progetto "Chris Horses & The Slow Smoke" con cui c'è un bel po' di carne al fuoco (ma magari ne parliamo più avanti!) – ovviamente aggiungerei io - ! Ho scritto lo "scheletro" di questo pezzo nell'autunno del 2021 a Brno, in Repubblica Ceca, dove sono andato per sentire per l'ennesima volta il mio adorato Glen Hansard. Durante quel periodo folle fatto di restrizioni e distanziamento ho avuto modo di ragionare molto sul ruolo che ha veramente la musica nella mia vita, giungendo alla conclusione che, nonostante tutto, per il sottoscritto è più che fondamentale. Musica in tutti i sensi: ascoltata, suonata, vissuta, urlata, sussurrata. Conosco molte persone che, nonostante il loro talento immenso, hanno deciso di tagliare la musica dalle loro vite, alcuni addirittura non riescono più ad ascoltarla. E poi ci sono io: 8 ore di viaggio solitario in macchina verso un Paese straniero mentre il mondo è in balia di una pericolosa pandemia (sono stato ricoverato per 2 settimane a causa sua, so bene di cosa sto parlando). E per cosa? Per tornare a vivere, ecco per cosa. Non posso stare senza. Rocks è nata così, durante una lunga sessione di "overthinking" (di cui mi vanto di esserne campione!)".


Beh che dire, non si lascia proprio fermare davanti a nulla e... come deve essere ovviamente! Infatti, questi nuovi singoli freschi che vi consiglio di correre a sentire faranno parte del nuovo album dei Chris Horses & The Slow Smoke "Nowhere Bound" in uscita il prossimo settembre per l’etichetta Devi’s Fork Records.

E’ per Chris un disco “urgente” cui tiene tantissimo in quanto acquisì un significato ancora più intenso e profondo ma anche molto importante dopo la morte nel 2024 del padre. La musica ha poteri immensi e saranno le note e le melodie ad arrivare ovunque in ogni dimensione.

I progetti sono tanti e prossimamente avrete molte nuove notizie direttamente seguendolo sui propri canali social e si lo so, non vi ho ancora detto nel dettaglio i nomi dei suoi vari progetti musicali dando la precedenza alle sue parole sincere dettate dall’amore per la musica ma, eccolo spiegato direttamente da lui in quanto molto interessante:

“A livello di visione musicale, sto cercando di tenere separate le due realtà Chris Horses Band e Chris Horses & The Slow Smoke: la prima più sperimentale e "libera", mentre la seconda è più legata a un sound "tradizionale". Entrambe queste realtà possono e devono convivere, ma non sono assolutamente la stessa cosa. La mia volontà è di portarle avanti entrambe, dato che fanno parte di me. Come diceva Walt Whitman: "Sono vasto, contengo moltitudini."


Ovviamente non potevo non fare la classica domanda di rito sui progetti futuri ma soprattutto ho voluto fare una domanda direi alquanto personale… ho chiesto a Chris se dovesse esprimere un desiderio senza limiti in ambito musicale in quanto non si può mai sapere, nella musica tutto è possibile, quindi volevo sapere: con quale artista desidererebbe collaborare un giorno? … ovviamente la e solo per voi la sua risposta diretta:


“Mi piace parlare del futuro! Vuol dire che ci sono progettualità e obiettivi.

Ad oggi sto continuando a lavorare intensamente per garantirmi stabilità: non mi interessa diventare ricco e famoso (anzi, nel caso dovessi vincere alla lotteria mi isolerei ulteriormente, magari una bella casetta in Islanda!), ma avere una continuità in termine di lavori discografici e uscite live (specialmente all'estero) con tutti i progetti musicali di cui faccio parte. E garantisco che ci saranno delle belle novità oltre alle anticipazioni già citate!

Parlando di sogni, beh, sarebbe un piacere e un onore condividere il palco con Glen Hansard, forse l'artista che negli ultimi tempi più mi ha fatto sentire "umano" attraverso le sue canzoni. Lo stimo davvero tanto. Chitarristicamente parlando, invece, sarebbe stupendo fare una suonata con alcuni dei miei eroi contemporanei: Marcus King, Charlie Starr dei Blackberry Smoke e, ovviamente, Derek Trucks e Warren Haynes (forse la mia più grande ispirazione chitarristica)”.


Cari amici posso solo dire che è soltanto una parte di questo grande viaggio musicale con Chris Horses perché come già detto i progetti e le novità non mancheranno e nemmeno le occasioni di poterlo vedere live e ascoltare il nuovo album in arrivo a Settembre! Un grande grazie per le meravigliose parole che ci ha regalato e non posso non essere d’accordo col suo modo di vedere la musica perché come detto...

la musica ha un potere unico, prezioso e che non dovrebbe mai condizionarci ma al contrario, emozionarci…


Francesca L.B.

Gallery

CHRIS HORSES & THE SLOW SMOKE

  • Chris Horses (chitarra elettrica, acustica e voce)

  • Gianluca Zanibellato (chitarra elettrica, banjo, cori)

  • Andrea Vanacore (basso, cori)

  • Federico Patarnello (batteria)

CHRIS HORSES BAND

  • Chris Horses (chitarra elettrica, acustica e voce)

  • Mattia "Reez" Rienzi (chitarra elettrica)

  • Gianluca Zanibellato (chitarra elettrica ed acustica, cori)

  • Daniela Boem (cori)

  • Marco Quagliato (basso)

  • Marco Tirenna (batteria)

  • Gianni "Rit" Bordin (percussioni)


BROTHERS OF THE PEACH

  • Chris Horses (chitarra elettrica, acustica e voce)

  • Paolo Busatto (chitarra elettrica)

  • Thomas Stocco (basso)

  • Marco Andreose (tastiere, cori)

  • Gianni "Rit" Bordin (percussioni)

  • Federico Patarnello (batteria)

  • Carmine Bloisi (batteria)


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