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EMIR TRERE'

  • Immagine del redattore: Francesca
    Francesca
  • 10 gen 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Emir And His Band - live River Musica Vintage Club


Una delle prime domande che viene spontanea solo guardando e ascoltando Emir e His Band è: sembra un autentico americano, si vede scorregli il rock'n'roll nelle vene!

Oggi vi voglio presentare questo fantastico artista e la sua band tutta da scoprire: Emir Trere & His Band!

Vederli sembrava davvero di esser stata proiettata direttamente negli States senza se e senza ma, partendo proprio dalle loro impeccabili camicie ricamate, bolo al collo posizionato alla perfezione per passare agli stivali e all'immancabile cappello Cowboy ecco che Emir & His Band erano già presenti un po fuori un po dentro al locale tra una chiacchiera e l'altra con qualche presente o semplicemente tra di loro seguiti da sguardi curiosi e ansiosi di sentire la loro musica...

Già pronti sul palco, iniziano ad intonare le prime note e subito la melodia carica, allegra e caratteristica del rock'nroll oltre-oceano prende forma facendo già ballare tutti! Ma da dove viene Emir? E soprattutto tornando alla domanda iniziale, da dove deriva questa sua grande passione? Ecco che lo racconta dicendo che questo grande interesse prese forma già da piccolo più o meno attorno i suoi spensierati 8/9 anni grazie al padre che circondandolo di libri, illustrazioni, storie di Cowboys e Indiani, documentari e film, gli mostrò tutta la bellezza di quelle terre lontane ma nel suo cuore già così vicine in quanto nel tempo, scoprendo la musica oltre-oceano Country e Rock'n'Roll trovò proprio quella connessione diretta che gli fece sentire e provare esattamente le stesse emozioni che provava da piccolo guardando quelle bellissime illustraizoni sull'America e fi il preciso istante in cui capì che non fu lui a cercare l'America o la musica ma fu la musica stessa a trovarlo!

Ma torniamo un attimo al presente... vedere Emir e His Band è stato davvero emozionante in quanto ogni tanto prima di iniziare una nuova canzone raccontava a tutti i presenti alcuni aneddoti legati al tempo trascorso in America ed è stato per tutti un piacere ascoltarlo dal momento che trasmetteva come la sensazione di far conoscere più da vicino un posto lontano e come sentirlo proprio!

Emir e His Band è il suo progetto principale, dove investe la maggior parte del tempo e delle sue energie (e aggiungo che il risultato è davvero grande) ma non ci nasconde che ha un secondo progetto chiamato The Crawfishers cui porta in giro la musica della Louisiana suonando e facendo conoscere a tutti il vecchio blues del delta, il rag e lo swing di New Orleans. In questo progetto lo troviamo suonare prevalentemente la Steel Guitar ed è la voce principale con Riccardo Ferrini alla chitarra resofonica e stomp box.

Tornando alla sua storia musicale, Emir ha realizzato e pubblicato ufficialmente due dischi di cui il primo intitolato "Walk Like A Man" pubblicato nel Maggio del 2022 contenente ben 11 brani originali scritti e composti al 100% da lui! Il secondo e nuovissimo album nonchè in ordine di tempo ed intitolato "Electric Honky Tonk" uscito il 10 Settembre 2023 è sempre presente in quanto la band lo porta in giro nel loro tour pubblicizzandolo e facendolo conoscere a tutti nei loro svariati live!

Un'altra domanda che in molti avranno voluto chiedergli compresa la sottoscritta è: "Che differenza c'è tra il suonare e vivere la musica in Italia rispetto all'America?" Beh la sua risposta fa davvero capire e realizzare che non si tratta soltanto della lontananza chilometrica che fa la differenza... per questo vi riporto pari le sue parole:

"Paragonare l'America all'Italia è sempre un argomento un po 'spinoso ma ho sempre cercato di prendere il buono da entrambe le parti. Personalmente credo che quello che si prova stando e passando del tempo negli States sia fuori paragone in qualsiasi altro posto del mondo. In Italia la musica viene consumata in modo totalmente diverso e l'artista ne risente mentre in America ogni cosa è dannatamente più vera, la tocchi con mano, sia bella che brutta ti arriva dritta in faccia e non ti lascia spazio, esiste e basta! Scrivere brani e comporre in America per me è diverso che scriverli in Italia."

Un grande progetto che ha Emir per il futuro è sicuramente una grande band composta da più chitarre, fiati, pianoforte, pedal steel e magari violini e ripercorrere la strada di Bruce Springsteen; cosa che per ora resta un un grande sogno nel cassetto ma questo cassetto lo si può sempre apire no?

Il concerto prosegue ed è sempre più travolgente in quanto Emir e His Band sono davvero pieni di energia e coinvolgono ogni presente non solo con la musica ma anche con un po di battute senza scordare "la casa rosa e il dipingerla" - cosa che solo i presenti alla serata ricorderanno sorridendo! - Il tempo scorreva e sempre più canzoni venivano eseguite e ad ogni brano in più era come se ci fosse una specie di autoricarica tra la band ed il pubblico ed è stata davvero un'esperienza nuova e unica, un live infinitamente coinvolgente non solo per tutta l'energia percepita ma anche per la scaletta davvero importante!

Guardando Emir sorge spontanea anche un'altra domanda: "Quale sarebbe il tuo Stato preferito?" e la sua risposta è davvero interessante e penso che anche questa sia doveroso riportarla pari come l'ha detta lui perchè penso che certe sensazioni non possono essere interpretate da terzi ma devono essere pure quali sono:

" Se dovessi pensare con la testa di mio padre direi il Montana, grandi spazi aperti e natura incontaminata. L'uomo lontano dai grandi agglomerati cittadini immerso e parte della natura che non fa altro che fare il suo corso ma, in fin dei conti sono un musicista e lo stato del Tennessee mi ha sempre richiamato. Ho lasciato un pezzo di cuore nella città di Nashville, dove la musica country è ancora viva ed esiste una comunità di persone legate tra di loro che, tutto sommato vivono una vita semplice con la musica che gli gira intorno."

Il live è purtroppo giunto al termine in e tutti i presenti ancora non credono a quanto sia stato bello e coinvolgente poter non solo ascoltare ottima musica ma, come sentirsi davvero negli States anche ascoltando i suoi racconti è stato come poterli immaginare e vivere! Giusto un saluto, due chiacchiere con Emir e His Band e tanti complimenti erano davvero d'obbligo e ci terrei a scrivere un pensiero diretto di Emir molto bello che sicuramente non farà altro che bene perchè lui cerca di portare sempre con sè i suoi ricordi, ciò che ha vissuto in gioventù e ogni parola più o meno grande dal quale ha tratto grandi insegnamenti dai suoi genitori cui cerca di non dimenticare mai ma allo stesso tempo cerca di non farsi soffocare sotto il peso di questo pensiero e aggiunge: "La malinconia va vissuta comunque con il sorriso, forse anche una lacrima ogni tanto, ma non farti schiacciare."




 
 
 

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