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PORRETTA SOUL FESTIVAL Luglio 2024

  • Immagine del redattore: Francesca
    Francesca
  • 10 gen 2025
  • Tempo di lettura: 11 min


PORRETTA SOUL FESTIVAL – Un viaggio lungo un emozione – Racconto di viaggio sola andata per il cuore + ritorno per il corpo

Venerdì 26 Luglio 2024


Il Soul… questo genere così particolare e sconosciuto per la maggior parte della gente che, nonostante abbia radici ben salde, fa parte ed è un tassello importantissimo nella storia musicale. Un genere non sempre facile da ascoltare: per alcuni è un àncora, una certezza; per altri va ascoltato in momenti e occasioni speciali, per altri può essere solo un sottofondo o per chi come me, raramente lo ascolta non perché non piace ma, al contrario, è una musica talmente piena di sentimento ed emozioni cui tutta la potenza si può insinuare nelle viscere e stordirti per poi andare via... così come è arrivata e per questo motivo ho il massimo rispetto per il Soul, una musica che ha cambiato, influenzato e dato forma a tantissimi altri generi e talmente potente che vale la pena per chi può, condividerla al 100%.


Porretta Soul Festival… un nome che riecheggia da ben 36 anni nelle orecchie di tante persone, curiose o appassionati e dei tantissimi fans che lo seguono ogni anno partecipando con devozione.

Non è un semplice festival ma un vero e proprio ritrovo, come una grande famiglia ma questo, per tanto che ve lo possano raccontare, non lo potrete capire fino in fondo se non partecipate almeno una volta perché fidatevi se vi dico che questo festival, vi resterà nel cuore e per tante ragioni!

Da svariato tempo lo conosco in modo “indiretto” in quanto lo segue ogni anno mio padre tramite il canale Lepida TV e ogni anno seguivo anche io qualche esibizione dei tantissimi e rinomati artisti che hanno cavalcato il palco del Rufus Thomas Park catturando la mia attenzione ogni volta che vedevo come gli artisti suonavano semplicemente con l’anima e il cuore in mano!

Ma… torniamo per un attimo alle origini del festival, il quale nasce da una idea davvero pazzesca di Graziano Uliani (fondatore e direttore artistico) grazie al grande Solomon Burke ma non sarò certo io a raccontarvi tutta la vicenda che ha dell’incredibile poichè la troverete sia nel sito ufficiale del Porretta Soul Festival sia nel bellissimo film documentario “Soul Journey” di Marco Della Fonte uscito nel 2019. In questo bellissimo docu-film sono presenti racconti, a volte toccanti, di grandi artisti che fecero la storia del Soul passando anche sul palco di Porretta tra cui il grandissimo Rufus Thomas, Otis Clay, Solomon Burke, Chick Rodgers, Toni Green, Sugar Pie Desanto e tanti altri senza dimenticare le bellissime parole di Rick Hutton e Graziano Uliani che, oltre a raccontare come tutto ebbe inizio, raccontano di come nasce la magia del Porretta Soul Festival!


Qualche mese prima del festival iniziai a cercare informazioni su come partecipare come fotografa in questo grande evento, un opportunità per ampliare le mie conoscenze e capacità sia in ambito fotografico che musicale. Chi mi conosce sa che ascolto vari generi e questa, era l’occasione perfetta per fare un passo avanti in un nuovo contesto musicale e per questo, vorrei ringraziare Andrea Piazza (tra gli organizzatori del festival) per tutti i consigli, racconti e curiosità senza tralasciare la cortesia e disponibilità nel darmi preziose informazioni riguardo al festival. Un ringraziamento è anche riservato a “HOT STUFF” nonché bellissima ed interessantissima trasmissione condotta da Alle e Marco dei Rufus Party cui, vi invito a seguire ed ascoltarla in diretta tutte le settimane al Mercoledì dalle 21:00 su MIKRORADIO oppure tramite podcast. Una trasmissione che parla principalmente di musica Soul e black ma che non manca di spostarsi anche su altri generi musicali calibrando sempre alla perfezione ogni puntata e, come li definisco io scherzosamente “estremisti musicali” in quanto hanno la mente libera, aperta e non confinata in un solo mondo musicale senza dimenticare che sono delle enciclopedie viventi e dai loro racconti e aneddoti si impara sempre molto sui tanti artisti presenti nelle loro playlist! - (vi lascio i riferimenti di Hot Stuff a fine articolo).

Ma torniamo a noi… inutile dire che per me andare al Porretta Soul Festival in veste di fotografa è stato davvero un grande onore e la cosa più bella è il poter essermi organizzata per andarci accompagnata da mio padre cui, ha sempre desiderato partecipare e vivere di persona il festival che seguiva con tanto interesse dalla TV ed è stato davvero emozionante poi vederlo così catturato dagli artisti e dalle loro performance!


Venerdì 26 Luglio, l’arrivo a Porretta!

Eccoci arrivati, io e mio padre - detto il Bobby – dopo aver girato e trovato finalmente parcheggio, come rito ci siamo fermati per un meritato zucchero con caffè (per me) in uno dei locali storici consigliatomi ovvero: La Pace. Una volta entrati vi sembrerà di fare un balzo in dietro nel tempo, come ritrovarsi direttamente a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60 e da ciò che mi è stato raccontato, è un saldo punto di riferimento tra le tappe preferite dagli artisti per squisiti pranzi e cene senza dimenticare la cordialità e gentilezza del personale come poi l’abbiamo trovata in ogni angolo di Porretta! Nel mentre Via Mazzini si stava pian piano agghindando tra negozi aperti e bancarelle siamo poi arrivati in Via Piazza della Libertà dove risaltava scintillante la bellissima Bluesmobile - con tanto di mega megafono – dei mitici Blues Brothers!!!

Ebbene, è giunta l’ora di entrare al Rufus Thomas Park e mentre mio padre si dirigeva con gran fretta ad accaparrarsi il posto migliore sui gradoni in modo mirato con visuale centrale (da veri intenditori), io prendevo posto proprio davanti al palco in prima fila osservando il tutto per il mio rapido schema mentale riguardo possibili prospettive da mettere in atto. Trovato quasi subito posto, un po laterale alla mia sinistra del palco, ci tengo a raccontarvi che ho avuto il piacere nonché onore di conoscere una persona davvero cortese e con prima sensazione “a pelle” umile, che scoprii solo dopo, chiacchierando del più e del meno (e delle possibili luci spesso antagoniste dei fotografi) tra i vari cambi palchi, essere un grande fotografo il quale, in occasione del festival aveva inaugurato la sua mostra fotografica presso l’Hotel Roma: ovvero Sandro Capatti che vorrei inoltre ringraziare per la gentilezza e cordialità.


La magia del festival sta per avere inizio non appena vedo salire sul palco il mitico Rick Hutton - impossibile non conoscerlo – per aprire la serata e presentare la primissima band che apriva le danze di questo Venerdì ovvero i GAUDATS JUNK BAND! Davvero unici nel loro genere in quanto, ancora prima di salire sul palco avevano incuriosito attirando l’attenzione verso strani strumenti musicali posizionati sul palco... Oltre ad essere grandi professionisti e musicisti, si fanno riconoscere proprio poiché realizzano e creano i propri strumenti utilizzando tutti i materiali di riciclo possibili rendendoli davvero unici e per tanto che vi possa sembrare forse scontato, vi assicuro che è esattamente il contrario perché solo dei professionisti possono inventare, lavorarci e ricavare dei suoni perfetti da cassette di legno, fusti del bucato, tubi idraulici ecc., attirando l’attenzione di tutti col loro fantastico Soul sound che no ha nulla da invidiare ai classici strumenti! In questa occasione troviamo anche Rick Hutton alla voce dando un tocco in più di personalità alla performance della band a braccetto con la travolgente voce e bellezza di Freaky Bea nonché frontgirl del gruppo! La loro setlist musicale è davvero ben studiata dove troviamo anche brani davvero emozionanti come la loro versione di “Valerie” di Amy Winehouse interpretata in modo impeccabile! Vi invito a vedere la loro pagina web e scoprire la loro storia e tutto il loro impegno solidale di questo bellissimo progetto che dovrebbe davvero esser preso in considerazione con grande interesse da tutti!


Giusto qualche bautta di Rick Hutton, qualche minuto riservato al cambio palco ed ecco il momento dei MISS BEE & THE BULLFROGS. Direttamente dai Pirenei Francesi, ci portano subito nella loro atmosfera Soul davvero impeccabile partendo dalla soave, delicata ma a tratti grintosa voce di Miss Bee per passare alla loro musica cui le radici sono al centro del Soul con l’aggiunta di Funk, un pizzico di Gospel e un “QB” di groove africano (genere spesso presente come contaminazione musicale in questa nuova era del Soul) il tutto tecnicamente equilibrato. Ci trasportano prontamente nella loro musica, composta da ottimi musicisti, bellissimi assoli di chitarra e soprattutto dal modo in cui Miss Bee passa dalla voce al sassofono egregiamente come fosse parte di lei conquistando tutti i presenti. Con il loro freschissimo e primo album “Summer Soulstice” del 2023, si può notare il punto di forza che li differenzia dalle altre band, ovvero la capacità di improvvisare e mescolare i vari generi musicali (descritti in precedenza) a loro modo portandoli a vincere numerosi premi in Francia, suonando in Europa e condividendo il palco con altri grandi artisti. Nonostante sia una band fresca posso confermare che hanno le idee ben chiare e cos'altro posso aggiungere, se non di ascoltarvi la loro performance, il loro album ma soprattutto seguirli e se avrete la fortuna di vederli live ne resterete colpiti!


Occhi puntati sul palco perché sta per salire e prendere posto al pianoforte il mitico MITCH WOODS! Newyorkese di tutto rispetto, iniziò a conoscere, studiare ed imparare musica già in giovane età diventando presto un pianista con grandi doti musicali, portandosi verso un genere all’apparenza lontano, vintage, ma sempre più vivo come il boogie-woogie! Contaminando il Boogie tra fusioni di Jazz e Jump Blues e interpretandolo con il suo tocco personale con gran classe, diventò unico nel suo genere e non da meno con la sua band Rocket 88s. Nominato e vincitore di svariati premi tra cui il Living Blues Awards e nominato al Blues Music Awards 2024, vanta una carriera brillante e di grandi soddisfazioni, portando la sua musica in giro per il mondo da oltre trent’anni! Trasmettendo da subito una grande energia in ogni sua nota suonata ed intonata, il suo inconfondibile tocco e la sua voce, il suo autentico sound, ha dato una sferzata di allegria movimentando tutti e ricordandomi vagamente il grande Jerry Lee Lewis dall’intensità che lo circondava! Due gli ospiti speciali che lo hanno accompagnato in questa sua performance che potrete vedere, come tutti gli artisti di questa grande serata, tramite il video ufficiale del Porretta Soul Festival in fondo alla pagina. Davvero un grande artista che merita tutta la vostra attenzione ed il vostro ascolto!


Un nuovo cambio palco, giusto qualche minuto per alzarmi e sgranchire le gambe che la Memphis Hall Of Fame Band si stava già posizionando ed erano tutti pronti per la loro prima esibizione con tre grandi artiste ovvero: SHUNTA MOSBY, DANI McGHEE, CANDY FOX il quale, non appena iniziano ad intonare le prime note vocali, incantano tutti con le loro potenti ma soavi e calde voci come il Soul comanda, iniziando la loro performance ballando coinvolgendo il pubblico presente. Proveniente da Memphis e composta da ben 11 musicisti di tutto rispetto, esperti e versatili, si esibiscono regolarmente alla Memphis Music Hall Of Fame in quanto nati per celebrare ed onorare i grandi artisti che hanno fatto la storia del Soul e della musica presenti in questo magico luogo.

Proseguendo con la loro bellissima esibizione ecco che sta per salire sul palco un altro artista davvero interessante: JONATHAN ELLISON - Vestito in modo impeccabile e di tutto punto in un completo azzurro e bianco, imbraccia la sua chitarra ed inizia la sua fantastica esibizione rilasciando subito la magia nell’aria!

Osservare questo artista così da vicino, e lo dico letteralmente in quanto si è amalgamato col pubblico in un paio di occasioni scendendo dal palco camminando e cantando tra il pubblico presente come fosse un tutt’uno, è stato davvero emozionante poiché credo che il vero motore e l’anima del Porretta Soul Festival sia proprio questo meccanismo che si innesca nel momento esatto cui artista e pubblico si fondono, creando una grande energia complessiva che tutti possono percepire! Lo so, sembrano parole scontate o già dette ma, non tutti hanno questa grande capacità di coinvolgere il pubblico ed i fans con questa eleganza, per questo motivo va sottolineato e solo chi era presente può confermare queste sensazioni!

Jonathan Ellison, nato con la musica nel sangue (come tanti artisti del Soul americano dopotutto) da una famiglia devota che fondò il proprio gruppo Gospel familiare negli anni ‘70 con la madre Ivory Ellison, che insegnò ai figli di studiare ed imparare più strumenti musicali senza tralasciare che il padre portava i suoi canti in diverse chiese e, nel frattempo, dopo il lavoro conduceva un programma radiofonico dove a distanza di qualche anno, anche Jonathan ebbe il suo posto alla radio con un suo programma ed ecco infatti, il grande risultato di tanta devozione e amore che Jonathan riserva nella musica! Potete ascoltare il suo album “Guitar Cry for Me” direttamente dal suo sito web di questo promettente artista dalla storia davvero interessante e non da meno interessante lo è stato ascoltarlo nella sua cover di “Purple Rain” di Prince che ha catturato l’attenzione di tutti con un bellissimo assolo di chitarra, senza tralasciare la sua grande voce!


Mentre ci si avvicina verso la fine di questa bellissima serata all’insegna della musica che chiude questo Venerdì all’insegna del Soul, vedo arrivare sul palco un personaggio carico, che trasmetteva una grande energia e perché no, allegria! Presentato niente meno dal grande Rick Hutton con il suo originalissimo modo di fare e le sue battute, ecco che inizia ad intonare le prime note un altro artista che è stata una vera sorpresa: JEROME CHISM! L’instancabile e inarrestabile MMHOF Band sempre col sorriso sulle labbra mentre suonavano, hanno accompagnato Jerome nella sua grande e travolgente esibizione live: classica voce calda e armoniosa nonché tratto fondamentale, la naturale scioltezza dei suoi modi di muoversi sul palco, con tanto di asciugamano che non mollava nemmeno per un secondo facendolo volteggiare e roteare anche a tempo di musica - un accessorio che visto il caldo era quasi d’obbligo ma che ha saputo con grande disinvoltura farlo sembrare parte di se. Vantando una carriera indipendente decennale, ha condiviso il palco con grandi artisti e in molti lo conoscono col nome di “Soul Bishop” e vi posso assicurare che non esiste soprannome più azzeccato! Nato proprio a Memphis porta la sua musica Soul, Funk e Rhythm & Blues in giro per il mondo, conosciuto anche per aver partecipato alla 9° stagione di American Idol, grazie alla sua versatilità vocale è sempre un punto di riferimento nel mondo del Soul, ed è stato interessante partecipare così da vicino alla sua esibizione!

Le foto proseguono e mentre era impossibile non ballare poiché Jerome, in modo del tutto spontaneo ha fatto sì che tutti ci alzassimo in piedi senza rendercene conto lasciandoci trasportare dal suo carisma musicale che, entrava e scorreva veloce nelle vene facendo dimenticare ogni pensiero dando una sensazione di liberazione, sentendo queste grandi energie appieno vivendo e vedendo la mia grande passione per la fotografia amalgamarsi a questa bellissime sonorità, ballando a piedi scalzi e con la mente libera è stata davvero una grande emozione (posso finalmente capire gli artisti che si esibiscono scalzi nei loro live... impagabile)! Travolgendo davvero tutti con la sua musica e carica, è sceso dal palco andando verso il pubblico dirigendosi poi proprio verso di me e mentre cantava e ballava sulle sue note, mi ha presa e tenuta per mano! Che dire, è stata davvero una grande emozione!

Non ci sono parole per descrivere questo festival e tutte le grandi sensazioni che si percepiscono partecipando; chi ama la musica e la vive al 100% sa bene di cosa parlo e sa anche che, non sono solo frasi fatte. Chi vi dice che il Porretta Soul Festival va vissuto, anche solo per un giorno ha proprio ragione e vi assicuro che vi resterà per sempre nel cuore! Una delle grandi sensazioni che ho provato per la maggior parte del tempo osservando le band suonare, è stata proprio quella di vedere grandi artisti che cantano e suonano semplicemente con l’anima ed il cuore in mano, donando a tutti i presenti i loro sentimenti più preziosi esternandoli attraverso la loro musica!

Credo che questo sia il vero ingrediente, l’ingranaggio che fa la differenza tra tutti gli altri festival, ovvero il fatto che i musicisti sono li per suonare la loro musica con e per la propria anima e non perché costretti da un contratto o peggio solo per soldi, ma sono li per il loro vero grande amore: la musica! Questo mio pensiero è stato confermato proprio dagli artisti stessi in “Soul Journey” il docu-film quale ho avuto il piacere di poter vedere molti giorni dopo il festival e che mi ha davvero confermato tutto ciò che ho pensato e percepito al Porretta Soul Festival.

Un grande ringraziamento personale a Miss Bee, Jerome Chism, Mitch Woods per avermi scritto in privato ringraziandomi per le bellissime fotografie che ho scattato dicendomi che sono un grande ricordo di questa bellissima esperienza, in modi differenti ma con le stesse parole senza contare che hanno condiviso nelle proprie pagine social le mie foto. Per me è una grandissima soddisfazione sapere che il mio modo di vedere gli artisti tramite la fotografia gli sia piaciuto a tal punto da ringraziarmi direttamente e io ringrazio voi per la vostra arte!

 Vissuto, fotografato e scritto da me, Francesca





 
 
 

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