RUFUS PARTY
- Francesca
- 6 feb 2025
- Tempo di lettura: 5 min
“The Stone Of Madness” – Un viaggio attraverso la follia

E’ senza dubbio una band di tutto rispetto dalle molteplici capacità sonore, fondata dall’essenza del Soul a tratti così nascosta ma presente tanto che all’improvviso la si può sentire emergere nei loro brani, una band che fa emozionare ad ogni album in quanto la loro crescita e tecnica musicale è sempre in espansione e alla costante ricerca di nuove sonorità dai sound differenti che attraversano le strade partendo dal Soul al Rock, dal Garage al Progressive Rock fondendosi creando il loro unico ed inconfondibile genere musicale! Stiamo parlando dei Rufus Party!
La scelta del loro nome non è certo un caso, ma un grande omaggio al grande Thomas Rufus, artista R&B da sempre ammirato dalla band e presente con la sua partecipazione in “Now I Got Worry” del 1996 dei grandi Jon Spencer Blues Explosion dal quale i Rufus Party hanno avuto la massima ispirazione così decisero che era il nome perfetto in quanto racchiude l’essenza della loro idea musicale!
In attivo dalla fine degli anni ‘90, si può dire che questi ragazzi erano già predestinati per suonare assieme grazie alle diverse occasioni che ebbero tra vari progetti musicali, di condividere il palco con diverse band della zona, fino al giorno in cui si trovarono per la prima volta a suonare come “power trio” e da li, scattò subito la scintilla ed ebbe inizio la magia che li porta ad oggi ad una splendida carriera musicale arricchita da ben 5 LP e numerosi Extended Play ma no solo, non tutti sanno che i Rufus Party hanno portato la loro musica anche oltre oceano esibendosi live negli States, più precisamente in due fantastici locali di New York più precisamente nell’East Village nonché al Pianos ed al Lit Lounge.
Che dire, non passano di certo inosservati, soprattutto perché potrete vederli live più volte e vi assicuro che ogni loro concerto sarà sempre differente, lasciandovi in ogni occasione nuove emozioni in quanto non solo la loro scaletta varia sempre, ma specialmente il sound, il modo di porsi e di trasmettere la loro musica in base alla location, quindi, potrete trovarvi davanti alla loro essenza più Rock o in uno splendido live semi-acustico più intimo, profondo, che vi trasporterà nella loro dimensione dalle sonorità uniche, studiate e combinate tra chitarra e steel guitar suonate alla perfezione e con grande tecnica da Marco, passando alla magnifica voce di Alessandro Bert Rufus il quale non ci lascia nemmeno indifferenti dal suo modo di suonare il basso e cantando grazie al suo stile preciso, legando armoniosamente la sezione ritmica e aggiungendo profondità al suono della band, incontrando il tocco personale di Gianluca, alla batteria la cui professionalità e tecnica si adattano ad ogni live essendo un ruolo cruciale per la dinamica ed il ritmo della band e non meno importante troviamo Samuele alle tastiere con la sua grande creatività e capacità di adattare il proprio sound ad ogni contesto definendo ogni suono unico e versatile dove, con tutta l’anima danno vita alla loro musica! Ovviamente il mio consiglio è di ascoltarli ma ora vi presento il loro ultimo lavoro, un album, un singolo, un vero viaggio attraverso una sorta di follia…
The Stone Of Madness è il loro ultimo capolavoro, un singolo divenuto un vero e proprio album in vinile e assolutamente in tiratura limitata, in quanto solo pochissime persone potranno vantare di averlo nella propria collezione privata! Non si tratta di un solo album o un solo brano… avrete tra le mani un insieme di melodie che vi porteranno attraverso un viaggio di follia sognante, sarete trasportati dalle note, dai riff e dai vari cambi di tempo perfettamente intersecati tra loro. Un brano davvero importante in quanto racchiude una storia propria con un grandissimo e geniale significato di vero impatto, il quale ogni uno potrà interpretare a proprio sentimento.
E’ un opera davvero ben studiata come raccontano Alle Bert Rufus e Marco. Un brano che la band ha composto in varie sessioni durante il periodo Covid, separatamente a distanza, da casa, per poi dargli vita propria in sala prove durante le varie finestre degli ultimi lock down, mettendo assieme le idee di una “suite” musicale già pensata precedentemente per esser poi registrato completamente in diretta allo studio Happenstance a Carbonarola da Marco Degli Esposti che vanta molte importanti collaborazioni e conosciuto in tutta Italia per il suo podcast “Ho conosciuto Kurt Cobain”.
Questo brano ha una sua anima in quanto troviamo in una sola canzone vari generi musicali, stili e cambi di tempo vivendo la propria personalità ed interpretazione del genere che ne fa da padrone: il Progressive Rock. Con questo magnifico brano i Rufus Party hanno fatto un altro grande passo avanti sia dal lato tecnico che compositivo. Un lavoro davvero ben studiato, assemblato dalle varie idee create nel tempo e stratificate ma, unite e combinate in modo da immagazzinare tutto l’animo della band regalando all’ascoltatore un esplosione di emozioni! Non da meno troviamo una genialità assoluta per quanto riguarda le liriche, ispirate ad una famosa opera pittorica di Hyeronimus Bosh "The Stone of Madness" (nota anche come "La Pietra della Follia") la cui interpretazione giunge puntuale sullo storico periodo Covid, dove tutti lo han vissuto a modo proprio in cui è stato concepito questo grande lavoro. Un testo ispirato da una grande opera che nasconde molteplici significati, significati potenti per quel preciso periodo, lasciando spazio ad ogni uno di pensare alla propria interpretazione personale. Intelligentemente connesso all’opera di Bosch, dalla carica simbolica molto forte, presenta una riflessione sulla condizione umana e le sue debolezze come ad esempio la pietra, rappresentata come “la causa della follia”. Una riflessione sulla natura della mente umana, sulla fragilità della sanità mentale e sul tentativo, spesso infruttuoso, di "curarla".
The Stone Of Madness è quindi un brano ben strutturato, che racchiude un vero mondo di significati unici, un impatto musicale dove troviamo la loro interpretazione personale del Prog – un genere che si distingue per la sua complessità musicale, l'uso di strutture e arrangiamenti più complessi rispetto al Rock tradizionale, l'integrazione di elementi provenienti da vari altri generi come ad esempio il Jazz, la musica classica e l'elettronica, dove sono presenti canzoni spesso più lunghe, strutturate in più movimenti con cambi di tempo, tonalità ed evitando la forma tradizionale di "strofa-ritornello" - Il Prog Rock tende a privilegiare l'esplorazione musicale e l'innovazione, sia nella composizione che nell'esecuzione e i Rufus Party lo dimostrano egregiamente in questo lavoro in quanto, ascoltandolo è come essere trasportati in vari mondi, dimensioni e situazioni differenti, seguendo cambi di atmosfere, dal sognante al qui e ora dove un mix di emozioni si intersecano in questo brano ricco di note e di riff che non potranno più uscire dalla vostra testa una volta ascoltato, un brano della durata di 14 minuti che vi entra dentro facendo davvero la differenza, oltre che essere incredibilmente d’impatto come una tempesta, è un turbinio di emozioni che vi travolgeranno immergendovi direttamente nella loro “stone of madness”.
ALBUM:
- The Stone Of Madness 2024
- Night Light 2022
- Paradigm Volume 1 2020
- Connection 2015
- EP Three + Three Of a Kind
- EP Keep This in Mind 2012
- EP Hijacked to Fogville 2009
ALLE BERT RUFUS - Voce, Basso, Chitarra
MARCO - Chitarra
GIANLUCA - Batteria
SAMUELE - Tastiere























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