top of page

TIJUANA HORROR CLUB

  • Immagine del redattore: Francesca
    Francesca
  • 7 gen 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Live - River Music Vintage Club


La sensazione di poter assistere ad un live davvero particolare ed unico come le ottime previsioni che mi ero prefissata sul live dei Tijuana Horror Club furono esaudite!

Poco dopo il mio arrivo al locale arrivò davvero tanta altra gente oltre agli amici ed il clima era davvero già pieno di energia e carica positiva per i Tijuana Horror Club cui erano già presenti e stilosissimi dai loro look davvero impeccabili e pronti per un po di buon soundcheck cui già dalle prime note si prospetta un live diverso e carico ma nel frattempo che ci prepariamo ad assistere alla loro esibizione, vi racconto un po la loro carriera musicale che ebbe avuto inizio nel 2016 quando Joey (voce e chitarra) ed Alberto Ferrari al pianoforte (no, non quello dei Verdena cit.) cui erano entrambi reduci di un precedente progetto ormai sull'orlo del baratro, decisero che era giunto il momento di prendere la musica sul serio iniziando a creare qualcosa di estremamente personale, soltanto loro. Fu così che da quel momento nonostante la pandemia - e come di consueto sfighe varie - non si sono più fermati continuando a comporre e portare la loro musica ovunque - e per fortuna aggiungerei!

Eccoli li sul palco pronti per iniziare il loro live, eravamo tantissimi e tutti impazienti di sentir suonare questa band davvero unica! Già dalle prime note il sound è davvero pazzesco, ci ritrovo subito delle sonorità swing con un fantastico tocco sonoro come se ti teletrasportasse direttamente in un saloon western ma, in una chiave dal sapore horror con un ingrediente meticolosamente misurato che fa davvero la differenza dando proprio quel tocco di unicità e bellezza ad ogni loro brano che, una volta entrato in testa sarà difficile toglierlo... il Punk!

Devo dire che non potevano avere nome più azzeccato ed infatti alla fatidica domanda: "Come avete deciso il nome della vostra band?" la risposta è davvero incredibile:

"Era il 2016, eravamo giovani e di belle speranze e l'unica cosa che sapevamo era che le iniziali del nome sarebbero state THC. La C doveva per forza essere Club, per vederla più come un gruppo di gente che fa cose che come una band e basta. Alla H fu assegnato horror per sembrare brutti e cattivi, la T fu il vero problema. Tra le prime proposte c'era Tequila, che avrebbe significato fiumi di tequila ad ogni serata e fu quindi scartato dopo una serata di test tra di noi. Siamo più gente da amaro o whisky. Tijuana arrivò in seguito come generico riassunto dell'immaginario tequila, sexo y marijuana."

Il live procede alla grande, si balla e si viene coinvolti a partecipare cantando e mentre fotografo cercando di catturare sempre la sensazione migliore sprigionata dagli artisti, sono in totale simbiosi con la loro musica e la magnifica carica positiva che si interscambia tra la band ed il pubblico, cosa che fa davvero la differenza e il risultato è davvero ottimo e non sempre così scontato nei live!

I Tijuana Horror Club vantano di ben quattro album incluso il primissimo demo (che ad oggi risulta introvabile e che fu registrato come da classica tradizione nel garage del loro primo batterista Mario Agnelli). Uscì poi in via pù ufficiale "The Big Swindle nel 2019 - "Naked Truth" nel 2020 e il nuovissimo "Tales Of A Sinnerman" nel 2023 cui si sono affidati alle sapienti mani del musicista e produttore Ronnie Amighetti mentre, dal 2020 collaborano con l'agenzia di booking Corner Soul ma per quanto riguarda i dischi, al momento sono rigorosamente autoprodotti!

Tra le mani ho il 1 ed il 3 album e devo dire che anche le loro grafiche sono davvero interessanti, diverse dal solito quindi non potevo non chiedere qualche informazione... e la risposta è ancora più interessante in quanto, sia come per le registrazioni, anche il lato visivo quali foto, grafiche e video è sempre stato tutto prodotto in casa o da Joey e Alby direttamente o da amici e membri onorari del Club. Tutte cose che tra l'altro a volte fanno anche per altre band, come ad esempio il recente video di Funky Rock'n'Roller per The Hormonauts!

Questi ragazzi sono davvero degli artisti completi non c'è che dire, dall'originalità nel creare la loro musica alle grafiche alle autoproduzioni è davvero ammirevole e per questo, ovviamente, vi consiglio di seguirli ma prima è bene dare davvero spazio al loro genere musicale che ripeto, è davvero unico quindi non ci resta che approfondire e per questa occasione eccovi direttamente la loro bellissima ed esauriente risposta:

"Grazie, facciamo il possibile! Prima di essere "i Tijuana" avevamo, insieme ad altra gente, un circolo a Brescia chiamato Stilemio, nelle cui serate si mischiava lo swing di Django col rock'n'roll, big band anni 30 con la dub eccetera, qualsiasi cosa aiutasse a far muovere le chiappe alla gente. Questa inclinazione verso le contaminazioni era quindi già presente naturalmente in noi e le basi del progetto Tijuana furono da subito quello che chiamiamo Swing Punk. Altre band hanno poi adottato questa definizione suonando canzoni punk in versione swing, mentre per noi era il contrario, ovvero partire da ritmiche e accompagnamenti swing suonati con intenzione punk. Nel tempo il nostro Swing Punk si è poi evoluto in un mix di influenze dallo Swing al Punk, prendendoci quindi la libertà di sperimentare tutto quello che si trova in mezzo."

Davvero davvero incredibili, soprattutto essendo di parte in quanto ascoltando e adorando lo swing originale degli anni '20/30 non posso fare altro che ringraziare i Tijuana Horror Club per avermi e aver dato a tutti queste bellissime sonorità!

Non perdeteli live e appena avrete occasione correte a vederli e soprattutto seguite i loro social e restate aggiornati perchè tra i loro progetti per il futuro ci dicono queste parole:

" Progetti e ambizioni sono sempre le solite, suonare il più possibile, diffondere il verbo dello Swing Punk in lungo e in largo facendo divertire i "malcapitati" che si trovano sotto il nostro palco!" ma ora... ve li presento:

TIJUANA HORROR CLUB

"Il nucleo "fisso" della banda siamo io (Joey) e mr. Ferrari, sostenuti dal basso di Pietro Maria Tisi, recentemente subentrato a Davide Rudelli, e da un trio di batteristi ormai indipendente e autogestito, ovvero Mattia Caterpillar Bertolassi (batterista dei The Bonebreakers, attualmente impegnato in tour americani coi Messer Chups e che potete sentire sull'ultimo disco Tales Of A Sinnerman), Stefano Wilson Nelson Doninelli (attuale batterista di Bugo) e, per le occasioni speciali, l'illustre Beppe Facchetti, di cui segnalo solo i suoi Superdownhome e i nostri cugini Slick Steve and The Gangsters perché elencare tutti quelli con cui ha suonato diventerebbe davvero lunga!"


Thank you! Vissuto, fotografato e scritto da me... Francesca Lodini PhLive




 
 
 

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


bottom of page